Progetto fotografico editoriale
L’Arte nel Paesaggio
L'Arte nel Paesaggio è un progetto editoriale fotografico che esplora l’incontro tra scultura contemporanea e paesaggio. Attraverso la fotografia l’autrice racconta di opere inserite e realizzate in ambienti naturali, lontano dai tradizionali spazi espositivi dalle pareti bianche.
Il volume si snoda tra boschi, montagne, fiumi e laghi incontaminati, ma anche in paesaggi modellati dall’uomo, come vigne e giardini, tutti luoghi dove le sculture contemporanee dialogano con la natura circostante.
Opere realizzate anche in site dove, in alcuni casi, con materiali vivi trovati in loco, che il tempo e la natura hanno plasmato a suo piacimento. Luoghi che con quest’arte acquistano una nuova luce e una nuova prospettiva ma al contempo dove le opere si intensificano grazie al paesaggio circostante.
Una ricerca che si estende in tutta Italia ma anche oltre confine toccando sia luoghi celebri che angoli nascosti.
Le fotografie sono realizzate nell’arco dell’intero anno solare, per sottolineare come il legame tra arte e natura sia costante, in ogni stagione e sotto qualsiasi condizione climatica.
Il volume si sviluppa attraverso cinque capitoli dalle forti connotazioni paesaggistiche per raccontare le opere in relazione a luoghi diversi:
Cristina Archinto, fotografa con una lunga esperienza nel settore editoriale legato ai giardini e al paesaggio, in questo specifico lavoro è alla ricerca di immagini suggestive, intente a cogliere quell'abbraccio intrinsecamente intenso quando l’arte e il paesaggio si fondono con completa armonia.
A seguire una prima cernita di scatti non definitiva.
La voce del bosco
Gli alberi sono nostri compagni di gioco, l'ombra ospitale delle nostre feste, i confidenti di amori o ricordi da cui non vogliamo separarci. Un legame atavico ci unisce e spinge a trovare un dialogo con l'intreccio di radici, tronchi e chiome: parole selvatiche fatte di opere tra i filari e sculture sorprese dalla pioggia tra i rami. È il linguaggio dell'arte che comunica attraverso pietre levigate al sole, metalli risplendenti al canto degli uccelli, colori danzanti con le farfalle in primavera: è la voce del bosco che si fonde con l'organismo vivente e trasforma la natura in uno spazio vibrante di emozioni.

Il respiro dello spazio
Spazi rarefatti, paesaggi ancora sospesi tra la presenza dell'uomo e le soverchianti forze della natura, così possiamo immaginare i territori attraversati dai nostri antenati: spazi nomadi, avari di segni che solo la pratica dell'agricoltura saprà tracciare, dov'è piuttosto all'arte che quelle lontane comunità si affidano per lasciare di sé un'impronta. È grazie alla loro prolifica magia se nelle rocce scavate dai graffiti rupestri riviviamo la meraviglia di osservare il mondo, se in un cerchio di sassi continua a risuonare la poesia del vento che spazza le colline. Oggi sono le sculture a restituirci quell'esperienza primigenia: quando indicano un percorso, offrono, di un panorama, la cornice o, del cielo, un inedito riflesso, rievocando l'antico sapere, fondato sulla curiosità di cogliere il respiro dello spazio.

Un'arte discreta
Come un silenzio che modula l'opera musicale, certe sculture si svelano solo a una attenta osservazione. Celate nell'ombra, tra massi o cespugli, la loro presenza ha il ritmo lento della contemplazione. Impone una sosta, la pausa che la materia discreta dell'arte regala per affacciarsi fuori dal nido della consuetudine. Fermi a scrutare, carpire sagome, fremiti o sfumature, le relazioni forti con la natura che ci accudisce e circonda emergono pian piano. E quando infine riconosciamo di esserne parte, stendiamo le ali e voliamo via leggeri, felici di saperci ancora in grado di stupirci, di meditare, di sorridere.

Dentro al giardino
Non sappiamo chi per primo abbia inventato il giardino, né dove sia sorta in origine l'idea di un luogo chiuso, protetto dagli imprevisti della natura per accoglierne le regole. Dentro al giardino, ogni epoca ha coltivato tappe fondamentali del proprio sviluppo: scoperte scientifiche, esplorazioni terrestri, visioni del mondo. Ogni civiltà ha plasmato una propria identità e tradizione del giardino, eppure è la ricerca di un equilibrio con i cicli naturali ad accomunarle tutte; come se l'uomo, per essere artefice del proprio destino, si concepisse prima giardiniere. Nello spazio del giardino l'uomo misura, sperimenta, crea, ma è nel tempo del suo germogliare fecondo che impara disciplina, rispetto e convivenza col resto del vivente. Riflesso della lunga marcia che impegna l'uomo nel suo rapporto con l'ambiente, il giardino non può non esprimerne anche l'estro e la fantasia: consacrazione dell'incontro tra arte e natura, o metafora allegra di un ritrovo fra vecchi amici.

Lungo la via
L'esperienza estetica è tra le forme più pure per vivere la bellezza. Non si sa esattamente perché accada, né come si produca, eppure succede: particolari armonie, sinfonie di luci momentanee, arcobaleni di colori. Alla speciale alchimia che chiamiamo bellezza si sono appassionate generazioni di studiosi ma, per quanto si siano interrogati, confrontati, talora scontrati, nessuno ha formulato teorie davvero convincenti. La risposta forse è nell'incanto di scoprire la bellezza che altrimenti lasciamo, ignari, sfilarci a fianco. Perciò molti artisti disseminano le loro opere lungo la via. Solo l'uomo sa camminare e il cammino è un'arte se si compie con passo libero: oltre l'orizzonte della strada, fuori dai sentieri, dietro i muri di confine, ovunque ci sia altro da vedere con un diverso modo di guardare.

La memoria del paesaggio
Il paesaggio è la nostra più nobile espressione collettiva. Comunque lo si declini, nei codici della filosofia o con le mappe dei geografi, testimonia il palinsesto della nostra storia. È materia viva che scorre fra l'uomo e la natura, fra i luoghi e le stagioni. È patrimonio che conserva, tra le rovine, i gesti quotidiani di ciò che abbiamo realizzato e cura, tra i ruderi di sogni interrotti, i frutti radicati dalla comunità accanto ai semi dei progetti futuri. In questo straordinario museo all'aperto, ogni traccia conta. Così il paesaggio sfida l'arte a catturarne la memoria per interpretare la sostanza che da corpo al territorio, alimentando la consapevolezza del valore che tutti noi ereditiamo.
































































































































